
C'è qualcosa che l'estate - sempre - porta con sé: e non sto parlando della solita afa in pianura, delle frotte di tedeschi che scendono con lo stuolo di figli biondi quasi clonati a carico. No, signori miei, c'è qualcosa di peggio, un'infezione che già da maggio spinge soprattutto il pubblico femminile - ma non solo, ammettetelo! - a passeggiare con accurata nonchalance davanti alle vetrine, per prepararsi all'avvento di luglio...
Luglio, i primi di luglio, quei giorni torridi che non fanno niente per trattenere amabili passeggiatori che fanno "un giro in centro", quelli che s'inventano un'improvvisa storta alla caviglia per abbassarsi a controllare da vicino - vista permettendo - il prezzo di quel bellissimo trench quasi irraggiungibile! E se il prezzo è appena appena accessibile, ecco che la caviglia è dimenticata, la mano corre al portafoglio quasi per accertarsi della sua rassicurante presenza e... via!, dentro a pregare perché ci sia la fantomatica taglia...
E parliamoci chiaro, ad essere quasi sempre deluse ci sono le taglie medie, quelle che il negozio normalmente tiene in maggiori quantità. In questo, sono una campionessa: da buona taglia 40/42 non faccio che oscillare tra espositori che mi propongono una 46 o una 38 e, per assurdo, comincio a maledirmi per non essere ultra-secca o grassa (lo dico con rispetto, visto il mio metro e sessantatré, non critico la taglia in sè).
La cosa più divertente in assoluto, in questa accozzaglia di tira-tira, è mio, no è tuo, mi fascia i fianchi, è troppo largo, è corto, se tirassi su le spalline... è sempre arrivare agli ultimi giorni di saldi, proprio questi primissimi di agosto, mentre gli stressatissimi commessi preparano intanto la stagione autunno-inverno e se non stai attento rischi che ti impacchettino con la merce resa.
Di solito per mia fortuna o sfortuna non mi trovo mai in città in questo periodo, ma da un paio d'anni a questa parte sono entrata nella schiera delle shopping-dipendenti da ultimi giorni e da offertissime... Ragazzi, violenza allo stato puro! Ieri stavo provando un caftano in vista delle vacanze estive - accessorio imperdibile dell'estate 2007 - e, soddisfatta, stavo rivestendomi, quando vedo una mano dall'aspetto minaccioso che s'infila oltre la tenda del camerino e cerca di rubare dalla gruccia il mio caftano - ultimo con una taglia proponibile. Quasi incredula e spaventata dalla scena stile Psyco, ho sottratto alla mano cieca il vestito, sperando bastasse, ma ecco che la donna comincia a tastare la parete senza pietà, in una matta ricerca del caftano. Faceva quasi pena, poverina. Per qualche minuto ho persino pensato di lasciarglielo, ma non è stato che un frammento di buonismo: si sa, dopo averla vista bene, ho pensato che in quel caftano sarebbe giusto passata una sua gamba e quindi... sono corsa a pagare con gli ultimissimi euro - gli altri erano tutti finiti in altre cinque o sei shopping-bags...
ScribereAude
voi che compratori siete? Saldi-dipendenti? Saldi-entusiasti? o Saldi-indifferenti?
Photo: NIKO GUIDO