domenica 26 agosto 2007

Casco anch'io nel gioco! :)

Finalmente, come promesso a Perlina Vichinga e a molti altri, arrivo a trovare qualche minuto per scrivere come mai, qui, il mio nickname è "Scribere Aude" e cosa rappresenta per me... Spero che riusciate a decifrare la mia grafia: per una migliore lettura, invito tutti a cliccare sulla foto per un ingrandimento.

Buona giornata
ScribereAude

mercoledì 15 agosto 2007

Una festa che non sento: Ferragosto


Temo proprio di essere sulla retta via - anzi, su una superstrada- per arrivare al precoce invecchiamento neurologico: oggi, Ferragosto, non faccio che contare i minuti che mancano per arrivare a domani! Mentre tutti festeggiano - e penso proprio che presto acculturerò la mia ignoranza con una bella ricerca sull'origine del nome "Ferragosto" -, io sono qui a pulire casa con tutti gli strumenti del caso, e sembrano più le pulizie di Pasqua con tanto di bicchieri di cristallo a bagno nel lavandino
Solo questi due anni sono stati dei Ferragosto terribili; prima, Ferragosto era un giorno di mare come un altro, un giorno di vacanza da passare in spiaggia, forse sgomitando più del solito per trovare un posto al sole. L'anno scorso, per puri motivi organizzativi, ero partita prima, e così non era rimasto che raccogliere l'unica amica rimasta in Pianura Padana e provare a girare per la città, in cerca di un qualunque posto dove mangiare. Dopo aver allegramente parcheggiato in centro, dove nemmeno lunedì notte trovi un posteggio, ci siamo avventurate per le strade deserte. Mancavano solo quattro o cinque cowboys arrabbiati dietro l'angolo per fare di questa città una location per un western all'italiana: una brezza afosa alzava una polverina simile a sabbia del Sahara, le temperature non erano tanto diverse, e solo le persiane di qualche distratto inquilino sbattevano, stile ante di saloon.
Allibite, ci sono servite due ore - e dico due! - per trovare una specie di bettola-bar che ci ha sfamate in abbondanza, visto che eravamo gli unici avventori del locale (e non stento a crederlo).
Insomma, dopo un'esperienza simile, mi sono ripromessa di non tentare mai più la sorte in un Ferragosto così triste dove al massimo becchi una manciata di giapponesi che fotografano la città deserta. E non stento a credere che i ladri abbiano via libera in giorni simili! Persino Fantozzi la farebbe franca
Così, quest'anno Ferragosto a casa, ma proprio in casa, con tanto di parenti a pranzo e forno acceso - si salvi chi può! - per un paio di portate degne di una festa
Già, ma che festa?

Voi come la vivete? Qualcuno soprattutto gira il blog anche oggi
ScribereAude

sabato 11 agosto 2007

Proposta per il periodo estivo... il Blogger vacanziero che programma

Sarà che di blog sono quasi assatanata, sarà che non ce la faccio a starci lontana troppe ore, sarà che in questi giorni di forzata permanenza in pianura c'è bisogno di un po' di aria diversa e di condivisione ma... la moria del blog "chiuso per ferie" mette una tristezza a chi resta da far chiudere gli occhietti già sfiancati dall'afa.
Capisco gli amici che hanno una gran voglia di festeggiare la partenza e giustamente allegano foto con curve pericolose sotto l'ombrellone, mare cristallino, cocktails serviti da schiavetti ultrapalestrati, microcostumi appoggiati a fisici statuari, e ancora mare mare mare - mi concentro sul mare per passione personale, ma la montagna non è da meno... Ecco meno costumi, quello sì, per ovvi motivi -. Li capisco, voglio sottolinearlo, ma per chi resta è un vero strazio!, è la carota davanti all'asino per farlo correre ad alzarsi ogni mattina lo stesso per andare al lavoro, arrivare a sera e dire "guardo i blog dei miei amici", ma i blog per ovvi motivi di distanza non sono aggiornati, e dunque ci si strugge davanti alle loro partenze, o si lasciano accorati messaggi di invidia e auguri (sempre invidiosi, neh?, non facciamo i buonisti).

La soluzione invece è dietro l'angolo e non la vediamo proprio. Direte: andare anche noi in vacanza? Certo, questa possibilità c'è e speriamo prima o poi di metterla in pratica, ma nel frattempo... Quel che propongo io è una nuova idea per un blog: poter postare articoli a distanza. Bella forza? L'hanno già inventato? No, non intendo ore interminabili a internet-point che non accettano di farti scaricare i tuoi files dalla chiavetta usb, né salassi di umts, o chissà quale altro ritrovato da drogato di blog, ma un'opzione sulla piattaforma che permetta al blogger prolifico di turno di preparare con tutta calma, a casa propria, i post per il periodo di vacanza e già stabilire il giorno in cui l'articolo verrà pubblicato, e magari anche l'ora. Il lato negativo è che un simile blog-organizer non è sempre aggiornato con gli spassosissimi eventi del blog in vacanza, ma è pur sempre un contentino per scrittore e lettore. Comodo, pratico e rapidissimo, senza meccanismi scervellotici e nervosismi da tempo perso: ecco come lo vorrei.

E voi? Lo pensate possibile o non vi interessa???
ScribereAude

domenica 5 agosto 2007

Mi ero proprio ripetuta... resisti!, ma la sindrome saldi...

C'è qualcosa che l'estate - sempre - porta con sé: e non sto parlando della solita afa in pianura, delle frotte di tedeschi che scendono con lo stuolo di figli biondi quasi clonati a carico. No, signori miei, c'è qualcosa di peggio, un'infezione che già da maggio spinge soprattutto il pubblico femminile - ma non solo, ammettetelo! - a passeggiare con accurata nonchalance davanti alle vetrine, per prepararsi all'avvento di luglio...

Luglio, i primi di luglio, quei giorni torridi che non fanno niente per trattenere amabili passeggiatori che fanno "un giro in centro", quelli che s'inventano un'improvvisa storta alla caviglia per abbassarsi a controllare da vicino - vista permettendo - il prezzo di quel bellissimo trench quasi irraggiungibile! E se il prezzo è appena appena accessibile, ecco che la caviglia è dimenticata, la mano corre al portafoglio quasi per accertarsi della sua rassicurante presenza e... via!, dentro a pregare perché ci sia la fantomatica taglia...

E parliamoci chiaro, ad essere quasi sempre deluse ci sono le taglie medie, quelle che il negozio normalmente tiene in maggiori quantità. In questo, sono una campionessa: da buona taglia 40/42 non faccio che oscillare tra espositori che mi propongono una 46 o una 38 e, per assurdo, comincio a maledirmi per non essere ultra-secca o grassa (lo dico con rispetto, visto il mio metro e sessantatré, non critico la taglia in sè).

La cosa più divertente in assoluto, in questa accozzaglia di tira-tira, è mio, no è tuo, mi fascia i fianchi, è troppo largo, è corto, se tirassi su le spalline... è sempre arrivare agli ultimi giorni di saldi, proprio questi primissimi di agosto, mentre gli stressatissimi commessi preparano intanto la stagione autunno-inverno e se non stai attento rischi che ti impacchettino con la merce resa.
Di solito per mia fortuna o sfortuna non mi trovo mai in città in questo periodo, ma da un paio d'anni a questa parte sono entrata nella schiera delle shopping-dipendenti da ultimi giorni e da offertissime... Ragazzi, violenza allo stato puro! Ieri stavo provando un caftano in vista delle vacanze estive - accessorio imperdibile dell'estate 2007 - e, soddisfatta, stavo rivestendomi, quando vedo una mano dall'aspetto minaccioso che s'infila oltre la tenda del camerino e cerca di rubare dalla gruccia il mio caftano - ultimo con una taglia proponibile. Quasi incredula e spaventata dalla scena stile Psyco, ho sottratto alla mano cieca il vestito, sperando bastasse, ma ecco che la donna comincia a tastare la parete senza pietà, in una matta ricerca del caftano. Faceva quasi pena, poverina. Per qualche minuto ho persino pensato di lasciarglielo, ma non è stato che un frammento di buonismo: si sa, dopo averla vista bene, ho pensato che in quel caftano sarebbe giusto passata una sua gamba e quindi... sono corsa a pagare con gli ultimissimi euro - gli altri erano tutti finiti in altre cinque o sei shopping-bags...

ScribereAude
voi che compratori siete? Saldi-dipendenti? Saldi-entusiasti? o Saldi-indifferenti?


Photo: NIKO GUIDO