lunedì 30 ottobre 2006

Maestra, mi dai il buon esempio?


"La scuola collabora alla formazione di mio figlio".
Signori e signori, siamo davanti a uno dei più grandi preconcetti, per non parlare di illusioni, che derivano da una buona tradizione ottocentesca, dove la crescita culturale - che spesso confondiamo con intellettuale - è affidata al precettore prima, e al corpus docenti oggi.

La domanda sorge spontanea: a quale equipe affidiamo, dunque, i nostri figli? Con i genitori sempre più lontani da casa, vuoi per seri motivi di lavoro, vuoi per un'improrogabile torneo di golf, vuoi per una fondamentale seduta dall'estetista, è normale e, anzi, auspicabile accertarsi che i propri figli siano al sicuro, in mezzo a gente magari più equilibrata di noi che impartisce quell' ABC e lo condisce in mille salse diverse. Vorremmo, insomma, poter sperare che quelle cinque, sei, sette o otto ore di lezione al giorno possano formare un essere tutto d'un pezzo, che sappia chi era Pirro, mi dica le province del Molise che non si considerano mai, e anche le tabelline, ma soprattutto che cresca felice, sereno, con un bagaglio di ricordi che vadano oltre il semplice libro di testo.

Forse con il buon ricordo della maestrina di "Cuore", ci auguriamo che i nostri figli siano felici quando, ogni mattina, s'incamminano oltre quell'area off-limits che è rappresentata dal portone scolastico. Zaino alla mano, grembiule sempre un po' storto da un lato - e non capiamo perché resta sempre così, ma sono tanto carini con la loro imprecisione! -, e le labbra che, annusandole bene, sanno ancora di nutella.

Il problema più grosso è che davvero quella zona è fuori dalla nostra portata, e non tutto i bambini raccontano. Ad esempio, sentivo il caso di una bambina, nella mia città, che ha deliziato i genitori con questa scenetta. La sua maestra sta cercando di smettere di fumare e, per questo motivo, non riesce a trattenere il nervosismo che le permette di leggere Roma per Toma alla lavagna, aggredire tutti e, ogni tanto, uscire con affettuosi improperi. Quando arriva al culmine, racconta cosa fa o non fa con il suo superdotato fidanzato a cui - senti senti - afferma di tirar giù i pantaloni. Poi, evidentemente soddisfatta per la perfetta descrizione, afferra una delle sue cicche anti-fumo ed esce a "fumare", come dice lei, tra risatine e imbarazzi generali.

Ora, ditemi, siamo in un paese che si vuol tanto affermare come civilizzato, democratico, liberalizzato, culturalizzato, ma non è forse questa una forma di arretrata ignoranza?


ScribereAude!
oggi contro i maestri e i professori, presto però disposta a passare dall'altra parte della cattedra e cambiare prospettiva...

giovedì 26 ottobre 2006

Personal-Mente


Mi hanno chiamata egocentrica. Sissignori, mi hanno chiamata egocentrica a gran voce, solo perché ho pensato di fondare un terzo blog, dove affrontare critiche e argomenti all'ordine del giorno, dove provare a constatare - con il vostro aiuto - fino a che punto bisogna spingersi a fondo per trovare verità negli stereotipi. Mi hanno anche chiamata presuntuosa.Chi sono io, in fondo, per venire a dire come la penso su X e Y? Risposta: sono un essere pensante, media statura, medio peso, medio cervello, media cultura. Non sono la paladina della giustizia, ma senz'altro la paladina della mia Mente, una personal-Mente. Egocentrica e presuntuosa: forse ignoravano il piacere che dalle orecchie passava ai miei centri nervosi: "La critica, come la carità, dovrebbe cominciare a casa propria" diceva Forbes. E io mi rimetto al suo potere della parola, per propiziare quest'inizio mio, completamente mio.


E da qui, signori e signore, presto muoveremo i primi passi.

Intanto, buona giornata e buon weekend



Photo: Nejat Talas

sabato 14 ottobre 2006

Alla ricerca di talento erotico


A chiunque sarà capitato, navigando di blog in blog, di imbattersi in fantasiose poesie o rocamboleschi racconti erotici. Ben venga: nella nostra epoca - grazie a Dio! - non siamo più imbrigliati da norme di composizione come nel Medioevo, né da mecenati vogliosi che imponevano tematiche e storie. Siamo finalmente nell'era del qualunquismo letterario, dove ci si sforza per essere "originali" a tutti i costi.
Naturalmente, nei blog, gli aspiranti scrittori hanno il forte limite di concentrare i loro pensieri in una paginetta o due che, normalmente, verranno lette solo se l'incipit e il titolo saranno abbastanza persuasivi da superare altri articoli concorrenti. M'è personalmente capitato di essere completamente fraintesa, solo perché molti "lettori" - perdonatemi, ma davvero voglio sperare che non siano andati oltre la prima riga del mio scritto! - si sono lasciati intrippare da una bella fotografia di nudo e da un titolo intrigante. Da qui, una serie di commenti che preferisco non ripetere sulle forme prorompenti della signorina o sul mio blog che appariva "carino" - quale bontà d'animo! - solo per la parte visiva.
Mettiamo pure che l'immagine giochi un ruolo decisivo nel catturare l'attenzione. Ma veniamo ora ai contenuti: come nel caso del titolo e dell'immagine, uno dei temi senz'altro più gettonati è il racconto erotico. E qui arriva il primo incrocio: scrittori bravi, scrittorucoli, aspiranti pornografici, e i frustrati. Non amo generalizzare, ma senz'altro queste sono le quattro categorie più affermate.
Sugli scrittori bravi, sì, c'è poco da dire: sanno davvero coinvolgere in quel clima, rosso di passione, che hanno scelto per le loro storie o i loro versi. Comunicano tutte le emozioni che hanno provato sulla loro pelle e, concedetemelo, sotto la loro pelle: sensazioni tattili, visive, persino il gusto! E magari tutto avvolto in qualche inusitata metafora che sa raffinare tutto il racconto e farlo passare da semplice resoconto a prezioso spazio letterario. E mi sento di ringraziarli, con tutta la mia sincerità.
Per quanto riguarda gli altri tre aspiranti-erotici, bisogna notare come tutti, molto spesso, si riflettano l'uno nell'altro. Lo scrittorucolo, spesso, sceglie il porno per cercare di sentirsi dire "bravo/a, complimenti" da una banda di commentatori avventati che pensano: questo/a non sa scrivere, ma almeno la sua vita sessuale, beh, merita! Al contrario, parliamoci chiaro: quale bisogno avrebbe un personaggio simile di sbandierare ai quattro venti i suoi preliminari e il suo rapporto più o meno soddisfacente? Innanzitutto, non per scrivere un racconto di qualche valore letterario: prima l'ho toccata qui, poi lei mi ha morso là... Insomma, le liste della spesa non piacciono a nessuno. Escludo con ogni sicurezza che ci sia una vena auto-ironica; per cui, non resta che pensare che sia una sorta di "diario web", come effettivamente il blog dovrebbe essere. Dunque, ragazzi e ragazze, uomini e donne, ma ci pensate che verrete bollati dai vostri lettori come "quello che lo fa a testa in giù" o simili? Contenti loro...
Touché, arrivamo al meglio: ai pornografici-frustrati che probabilmente non hanno mai fatto ciò di cui pretendono di parlare. Parlare?, che dico, disquisire, argomentare, cercando di difendere delle imprese rocambolesche che nemmeno un campione di body-building con una ginnasta artistica di fama mondiale potrebbero fare! E questi, lasciatemelo dire, sono senz'altro i più divertenti, loro malgrado. Non si possono prendere sul serio, ma neanche commentare!
A questo punto, mi accorgo di essermi già dilungata oltre. Concludo con un consiglio personale: prima di cliccare su quel drammatico e definitivo tasto "pubblica" di Tiscali, occorre un breve esame di coscienza e, se non c'è talento erotico, si può sempre tornare indietro e cancellare.

Scribere Aude! contro la congerie di cattivi scrittori erotici