domenica 14 gennaio 2007

Parcheggio? E io pago!...


Anno nuovo, vita nuova? Perfetto, nella nostra modesta cittadina - immaginate una cittadina universitaria del nord Italia, stipata di lavoratori e studenti - con il 2007 abbiamo assistito a un rincaro dei prezzi dei parcheggi pari alla duplicazione dell'anno precedente.

Ora, penso che bisognasse aspettarsi una mossa simile.
A monte c'era stato il valente lavoro di ausiliari del traffico incattiviti che, vi giuro, riuscivano a darti una multa se non parcheggiavi nel tempo di Schumacher senza ovviamente uscire una volta dalle strisce.

A ottobre, poi, si vociferava che l'unica area ancora gratuita raggiungibile a piedi - e non solo se sei maratoneta allenato - sarebbe presto diventata a pagamento. Detto, fatto. In men che non si dica, le buche profonde mezzo metro che avrebbero reso felice ogni carroziere sono scomparse, il terreno livellato e le simpatiche strisce colorate del pedaggio hanno fatto la loro comparsa.

Allora noi cittadini ci siamo ribellati e, al colmo di una rivolta generale quale non si scorgeva dai lontani anni degli scioperi scolastici, ecco il libro delle firme: cosa chiedevamo? Che il nostro parcheggio, buche sistemate oppure no, rimanesse libero.
Il comune non ha ascoltato, ma ha cercato di calmare i patemi corali con un bel regalo: vi lascio la pausa-pranzo gratuita in tutti i parcheggi a pagamento! Meglio di niente, direte voi; anch'io l'ho pensata così, finché non mi sono accorta che la generosità era in realtà una manovra economica. Se ci riflettiamo, nella fascia del pranzo, chi può torna a casa e, soprattutto, chi parcheggia si ferma solitamente per il pomeriggio. Quindi, non è difficile immaginare che è una delle fasce orarie certamente meno fruttuose per il comune che, per questo, ha deciso di regalare. Si da, da cosa nasce cosa, dal pranzo si passa allo shopping e dallo shopping al caffé... Risultato? Non paghi la fascia del pranzo, ma quella appena successiva.

Lo ammetto: sul crinale dell'anno, si respirava un'aria migliore.
Città sempre intasata di traffico, parcheggi proibitivi - anche quelli a pagamento - e via via. Una città che aveva quasi raggiunto non la felicità, ma almeno la "pace automobilistica".
Finché... 2007. Scoccata la mezzanotte, ecco che tutto cambia: il parcheggio in centro, quello comodo - se evitiamo di pensare alle uova della pavimentaizone - quello che ti permette "di-fare-un-salto-in-centro-di-notte-senza-che-ti-violentino" mostra in bella vista il cartello: 1,50 €, frazioni di ora comprese! Appena il parcheggiatore mi ha avvertita, forse vedendo che ero una delle pochissime temerarie, e soprattutto l'unica credo al di sotto dei cinquant'anni e semplice studentessa, ecco che mi spiego l'improvviso vuoto della piazza. Piacevole, piacevolissima sorpresa, ma nulla da fare: faccio un rapido conto delle ore di lezione pomeridiane e penso al salasso, poi.

Ora, vorrei rivolgere un paio di accorate parole al comune della mia città, ma anche a tanti altri comuni che si comportano allo stesso modo: anzitutto, vorrei sottolineare che non bisogna cercare di imitare Milano nei suoi lati peggiori - Milano dove un parcheggio sotterraneo in centro m'è costato 26 € per poco più di due ore -. Poi, specificherei che adesso si otterrà il risultato peggiore: tutti emigreranno all'unico parcheggio lasciato gratuito, un piazzale lontano e buio e poco raccomandabile, che ovviamente ha una sola uscita sulla strada più trafficata della città.
Non credete che per questo si comincerà ad usare di più i mezzi pubblici, avanti! Avete nascosto dietro l'ambientalismo e chissà quali altre scuse l'aumento dei prezzi, per riuscire a convincere gli italiani ad usare di meno la macchina. E inquinare di meno. Bello, splendido... Peccato che c'è un autobus ogni ventiminuti e se compri una pizza fa in tempo a diventare gomma americana, prima che rientri a casa!

La cosa triste, in tutto questo, è che qualcuno crede alle belle fandonie, ma gli stessi poi sono i primi a lamentarsi del rincaro. Dunque, se il 2007 è cominciato così, non riesco ad immaginare che porterà il 2008! Questi, i nostri progressi cittadini.


ScribereAude!

e da voi, com'è????

venerdì 5 gennaio 2007

2006: l'anno degli italiani che cantano in italiano


Parliamoci chiaro: trovare giovani italiani che conoscano le hits italiane del momento non è mai stato difficile, anche se molto spesso ostentano una certa snobberia nei confronti della musica indigena. Tuttavia, mai come l'anno passato nelle classifiche di gradimento e di vendita hanno svettato artisti italiani! Mai come l'anno passato bastava salire su un pullman per sentire il lettore mp3 del vicino che rigurgitava note hits del momento.

Del resto, ci sarà stata un'anomala e, quantomeno ottima, congiunzione astrale, ma sicuramente da notare come nel 2006 si siano sfidate opere di grande valore, destinate a perdurare nella memoria collettiva. Innanzitutto, penso all'album "Grazie" di Gianna Nannini, un successo senz'altro giustificato: quando s'è trovato un album che dalla prima all'ultima canzone abbia altrettanto pathos, regali emozioni e commuova? Una sintesi perfetta di musica e parole. Anzi, musica e poesia.

Sono anche tornati alla ribalta artisti che non cantavano da un po': da un Eros Ramazzotti con il suo "Calma apparente", a Mina con l'album "Bau", sicuramente non disprezzabile. O ancora, abbiamo il ritorno atteso di Tiziano Ferro con "Nessuno è solo", che ha fatto ballare e canticchiare anche gli italiani più scettici, quest'estate.
Estate ancora segnata dal bellissimo "Nome e cognome" di Ligabue, re del rock italiano, imperdibile.
Due parole - anche se ne meriterebbe certamente di più - merita il premiato "Fly" di Zucchero, melodiche tracce che affrontano più generi, come solito a Sugar. O ancora il piacevole, melodico (ma un po' ripetitivo) "Nella stanza 26" di Nek: un album da autoradio, lo definirei, di certo molto apprezzato dai giovanissimi che non conoscono la produzione precedente.
Sul crinale dell'anno, ecco arrivare anche il nuovo delle Vibrazioni, "Officine meccaniche", che devo ancora ascoltare, ma sembra non aver entusiasmato i fans.

E poi c'è il ritorno della principessa del pop italiano. Che dire di "Io canto" di Laura Pausini? Innanzitutto che è da sei settimane al primo posto delle vendite, ed è evidente che agli italiani la cantante ravennate mancava, ma anche il fatto che questo 2006 ha assistito al successo delle cover: come Laura ha scelto di reinterpretare grandi successi italiani, così fa l'amatissimo Claudio Baglioni, in "Quelli degli altri tutti qui", album che tuttavia non riesce a scalare la cima, ma senz'altro staziona nella top-ten.

Cosa dire poi delle raccolte?! Hanno imperversato: Renato Zero con il suo "Renatissimo" ha lasciato tutti i 'sorcini" in deliquio, almeno quanto Celentano, che da bravo egocentrico s'è scelto un titolo poco allusivo ("Unicamentecelentano"): comunque irripetibile l'album, che s'impone come un vero percorso lungo la sua carriera, dagli esordi. Grande commozione anche con l'uscita di "In direzione ostinata e contraria II", in memoria di Fabrizio De André: si poteva forse non ricordarlo, in un anno così ricco di successi? E poi Guccini, con la sua "Platinum collection", assolutamente un must per gli appassionati e anche per chi desidera accostarsi, pur non conoscendo l'artista.
Intenso il live in doppio cd che hanno offerto i Subsonica in "Terrestre tour e altre disfunzioni", con le hits di sempre reinterpretate o in versione acustica, più tracce nuove.

Infine, desidero spendere un paio di parole anche sugli emergenti che quest'anno sono stati schiacciati dai grandi. Gli unici che hanno veramente fatto carriera sono i Finley (bene) e due elementi che non riescono a piacermi: Fabri Fibra e Mondo Marcio. Pare che questi abbiano portato la musica di Eminem italiano: dicono che rappresentino al massimo i bisogni dei giovani che vengono sublimati dalle loro canzoni, del tutto discutibili. Questa, a mio parere, l'unica nota stonata nell'anno 2006. Per il resto, un'assoluta apoteosi di ritorno all'italiano.

Scribere Aude

Chiedo perdono a tutti gli artisti che non ho menzionato... siete tantissimi, e comunque vi ringrazio per la vostra presenza in questo 2006. Grazie!!!