
Parliamoci chiaro: trovare giovani italiani che conoscano le hits italiane del momento non è mai stato difficile, anche se molto spesso ostentano una certa snobberia nei confronti della musica indigena. Tuttavia, mai come l'anno passato nelle classifiche di gradimento e di vendita hanno svettato artisti italiani! Mai come l'anno passato bastava salire su un pullman per sentire il lettore mp3 del vicino che rigurgitava note hits del momento.
Del resto, ci sarà stata un'anomala e, quantomeno ottima, congiunzione astrale, ma sicuramente da notare come nel 2006 si siano sfidate opere di grande valore, destinate a perdurare nella memoria collettiva. Innanzitutto, penso all'album "Grazie" di Gianna Nannini, un successo senz'altro giustificato: quando s'è trovato un album che dalla prima all'ultima canzone abbia altrettanto pathos, regali emozioni e commuova? Una sintesi perfetta di musica e parole. Anzi, musica e poesia.
Sono anche tornati alla ribalta artisti che non cantavano da un po': da un Eros Ramazzotti con il suo "Calma apparente", a Mina con l'album "Bau", sicuramente non disprezzabile. O ancora, abbiamo il ritorno atteso di Tiziano Ferro con "Nessuno è solo", che ha fatto ballare e canticchiare anche gli italiani più scettici, quest'estate.
Estate ancora segnata dal bellissimo "Nome e cognome" di Ligabue, re del rock italiano, imperdibile.
Due parole - anche se ne meriterebbe certamente di più - merita il premiato "Fly" di Zucchero, melodiche tracce che affrontano più generi, come solito a Sugar. O ancora il piacevole, melodico (ma un po' ripetitivo) "Nella stanza 26" di Nek: un album da autoradio, lo definirei, di certo molto apprezzato dai giovanissimi che non conoscono la produzione precedente.
Sul crinale dell'anno, ecco arrivare anche il nuovo delle Vibrazioni, "Officine meccaniche", che devo ancora ascoltare, ma sembra non aver entusiasmato i fans.
E poi c'è il ritorno della principessa del pop italiano. Che dire di "Io canto" di Laura Pausini? Innanzitutto che è da sei settimane al primo posto delle vendite, ed è evidente che agli italiani la cantante ravennate mancava, ma anche il fatto che questo 2006 ha assistito al successo delle cover: come Laura ha scelto di reinterpretare grandi successi italiani, così fa l'amatissimo Claudio Baglioni, in "Quelli degli altri tutti qui", album che tuttavia non riesce a scalare la cima, ma senz'altro staziona nella top-ten.
Cosa dire poi delle raccolte?! Hanno imperversato: Renato Zero con il suo "Renatissimo" ha lasciato tutti i 'sorcini" in deliquio, almeno quanto Celentano, che da bravo egocentrico s'è scelto un titolo poco allusivo ("Unicamentecelentano"): comunque irripetibile l'album, che s'impone come un vero percorso lungo la sua carriera, dagli esordi. Grande commozione anche con l'uscita di "In direzione ostinata e contraria II", in memoria di Fabrizio De André: si poteva forse non ricordarlo, in un anno così ricco di successi? E poi Guccini, con la sua "Platinum collection", assolutamente un must per gli appassionati e anche per chi desidera accostarsi, pur non conoscendo l'artista.
Intenso il live in doppio cd che hanno offerto i Subsonica in "Terrestre tour e altre disfunzioni", con le hits di sempre reinterpretate o in versione acustica, più tracce nuove.
Infine, desidero spendere un paio di parole anche sugli emergenti che quest'anno sono stati schiacciati dai grandi. Gli unici che hanno veramente fatto carriera sono i Finley (bene) e due elementi che non riescono a piacermi: Fabri Fibra e Mondo Marcio. Pare che questi abbiano portato la musica di Eminem italiano: dicono che rappresentino al massimo i bisogni dei giovani che vengono sublimati dalle loro canzoni, del tutto discutibili. Questa, a mio parere, l'unica nota stonata nell'anno 2006. Per il resto, un'assoluta apoteosi di ritorno all'italiano.
Scribere Aude
Chiedo perdono a tutti gli artisti che non ho menzionato... siete tantissimi, e comunque vi ringrazio per la vostra presenza in questo 2006. Grazie!!!
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