
In libreria, sul bancone delle nuove uscite, si vede veramente di tutto.
M'è accaduto di recente di passare alla libreria, dove di solito entro quando non ho idee precise, ma desidero acquistare un libro. Vi basti che i commessi hanno un grado d'istruzione tale per cui anziché scrivere Novalis, si ostinavano a cercare un tal signor Nobilis che non ha mai pubblicato un libro in vita sua. A parte questo, proprio di recente, hanno toccato il fondo: massima scelta trendy, secondo loro, è stata quella di collocare sul bancone delle ultime uscite i libri in ordine di colore! Sissignore, il colore delle copertine. E' forse superfluo che vi dica quali assurdi vicini di posto hanno avuto alcuni autori?! Di fianco all'ultimo di Philip Roth, la genesi di Hannibal Lecter, solo perché avevano in comunanza una copertina nera, Gomorra di fianco all'ultima fatica mielosa di Danielle Steele e, per finire, una bella biografia di Bruno e Gina Mussolini schiacciata affianco a "Una notte al museo", libro per ragazzi.
Come potete vedere, una serie di spiacevoli compagni di viaggio, senza alcun tipo di divisione per autore/casa editrice/genere... Tutti i normali criteri sono scomparsi, per cosa? Perché anche la libreria è stata invasa dalla tendenza ad essere "fashion" per forza.
Il mio commento è semplice: mah...
Non sono per un idiota pessimismo generale, perché già Leopardi, nelle sue Operette Morali osservava come la quantità di materiale scrittorio surclassasse di gran lunga la qualità. Dopo di lui, tuttavia, ci sono stati i nostri letterarti, i romanzieri, e la letteratura non s'è schiantata come il caro scrittore recanatese aveva previsto. Semplicemente, la letteratura è cambiata: abbiamo visto succedersi Verga, Pirandello, fare a pugni con un Moravia esistenzialista, e litigare di nuovo con un Gadda, e via e via... La letteratura ha continuato a vivere, mutandosi come l'evoluzione stessa ci ha resi un po' meno primati - questo, almeno, in apparenza, ma non addentriamoci...-.
Ora: viene spontaneo domandarsi come non cadere nella depressione letteraria, vedendo al top delle classifiche la vita di Albano Carrisi, o Rivergination della Litizzetto che, con tutta la possibile simpatia, resta simpatica, appunto, e basta. Un tempo erano le barzellette di Totti - dell'entourage di Totti, precisiamo - a svettare, e oggi è il turno di altri... La verità è che gli uomini di oggi, con poco, pochissimo tempo libero, preferiscono divertirsi, non impegnare la mente, a meno che non si tratti dell'ultima fatica di Dan Brown che sicuramente non può mancare dai discorsi con i colleghi, in pausa caffè. Ah, scusate, mi sono sbagliata: parlavo di libri che impegnano il cervello.
E' chiaro che l'ottimismo può derivare da una sola speranza: che gli uomini, accanto alle barzellette di Totti, siano segnati da un particolare eclettismo, e dal loro comodino non manchi mai un buon Dostoevskj. Questa, la mia utopia.
Scribere Aude!
voi che leggete???
1 commento:
Finalmente una che la pensa come me! Evviva! Stamattina leggevo su panorama che il libro di Corona ha venduto più di centomila copie. Più di centomila italiani hanno speso dei soldi per leggere un libro che non sarebbe buono neanche per attizzare il camino. Quando entro in libreria, lo sconforto mi assale. In bella mostra i libri di Totti, Albano etc e sempre più nascosti trovi Carver, Simenon, Orwell, Bradbury, Terzani.Quando entro in libreria mi sento solo, sempre più accerchiato da un popolo di pirla.
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