
Ho sempre odiato le polemiche astratte, prive di dati di fatto. Proprio per questo, vi racconto una stramba scenetta in cui mi sono imbattuta circa un mese fa. Ero di passaggio al solito centro commerciale di cui preferisco non fare il nome per evitare pubblicità - positive per i voyeur e negative per i pudici – a metà pomeriggio, in una di quelle giornate particolarmente afose di inizio agosto. Come sempre, per una qualche stella fortunata che veglia sulla salute della mia macchina senza condizionatore, riesco a trovare un posto libero in una delle rare aree ombrose e, con una certa attenzione a non perdere il posto, mi avventuro verso i miei due o tre metri di frescura. Pochi, è vero, ma non sono l’unica ad amare quei dieci o poco più posti segnati attorno a una siepe, alta più o meno due metri, sovrastata qua e là da spogli ma utilissimi alberelli. Dunque, notate che la siepe non disegna uno di quei quadrati dove, infilandosi in mezzo, si è in un locus amoenus lontano dal mondo. Al contrario, ogni lato della siepe è ben visibile o dal parcheggio o dalla trafficatissima statale.
Dicevo che stavo per parcheggiare, quando un paio di posti oltre il mio sono incappata in questi due ragazzi – al massimo lei avrà avuto sedici anni – giù dalla macchina, in una strana e ambigua posizione. Ho sorriso, al pensiero della mia mente traviata dal caldo, che subito s’era immaginata chissà quale sozzeria, ben difficile da commettere in pieno parcheggio, alle cinque del pomeriggio, quando tutti passavano di lì e invece… Invece avevo ragione! Con enorme stupore, i loro visi arrossati e le pudende al vento – anzi, non al vento perché impegnate in immani sforzi – i cari e simpatici esibizionisti avevano deciso di dare sfogo alla propria libido, forse accresciuta dal pensiero di essere scoperti. Lì per lì, il dubbio se parcheggiare o cambiare area m’è venuto, ma è stato un secondo di inevitabile confusione: cambiare posto io, per loro? Mai e poi mai!
Con nonchalance, ho parcheggiato e rimosso il frontalino dell’autoradio, chiedendomi perché continuasse a suonare. Ah, no, non era l’autoradio, ma i vicini pure fragorosi… Me ne sono andata con un’occhiata tra il sarcastico e lo schifato, quasi tentata a suggerire ai deliziosi pornostar di spostarsi.
Sia chiaro, non ne faccio una questione di moralismo bacchettone, ma una semplice e pura problematica di buongusto e di morale. Con tutti i posti che ci sono, anfratti, grotte o semplici campi di mais in questo periodo, proprio sull’afoso e maleodorante asfalto del parcheggio dovevano provare il kamasutra?
Eppoi, ragazzi, manco farlo apposta, sono partita per un paio di giorni di riposo al mare e, mentre ero di passaggio al porto per una bella spesa di pesce, che accade? Vedo la stessa identica scena – su una barca? Direte voi – no, in piena luce, a mezzogiorno, su una delle banchine del porto. Una delle meno frequentate, s’intende, ma perfettamente visibile da ogni altro punto.
Da un lato, non faccio che ripetermi che forse erano allucinazioni della mia mente sudata – prima per via della macchina senza condizionatore, ora del sole a picco del mezzogiorno – e, credetemi, vorrei tanto che fosse così. Mi sentirei senza dubbio meno amareggiata.
Dicevo che stavo per parcheggiare, quando un paio di posti oltre il mio sono incappata in questi due ragazzi – al massimo lei avrà avuto sedici anni – giù dalla macchina, in una strana e ambigua posizione. Ho sorriso, al pensiero della mia mente traviata dal caldo, che subito s’era immaginata chissà quale sozzeria, ben difficile da commettere in pieno parcheggio, alle cinque del pomeriggio, quando tutti passavano di lì e invece… Invece avevo ragione! Con enorme stupore, i loro visi arrossati e le pudende al vento – anzi, non al vento perché impegnate in immani sforzi – i cari e simpatici esibizionisti avevano deciso di dare sfogo alla propria libido, forse accresciuta dal pensiero di essere scoperti. Lì per lì, il dubbio se parcheggiare o cambiare area m’è venuto, ma è stato un secondo di inevitabile confusione: cambiare posto io, per loro? Mai e poi mai!
Con nonchalance, ho parcheggiato e rimosso il frontalino dell’autoradio, chiedendomi perché continuasse a suonare. Ah, no, non era l’autoradio, ma i vicini pure fragorosi… Me ne sono andata con un’occhiata tra il sarcastico e lo schifato, quasi tentata a suggerire ai deliziosi pornostar di spostarsi.
Sia chiaro, non ne faccio una questione di moralismo bacchettone, ma una semplice e pura problematica di buongusto e di morale. Con tutti i posti che ci sono, anfratti, grotte o semplici campi di mais in questo periodo, proprio sull’afoso e maleodorante asfalto del parcheggio dovevano provare il kamasutra?
Eppoi, ragazzi, manco farlo apposta, sono partita per un paio di giorni di riposo al mare e, mentre ero di passaggio al porto per una bella spesa di pesce, che accade? Vedo la stessa identica scena – su una barca? Direte voi – no, in piena luce, a mezzogiorno, su una delle banchine del porto. Una delle meno frequentate, s’intende, ma perfettamente visibile da ogni altro punto.
Da un lato, non faccio che ripetermi che forse erano allucinazioni della mia mente sudata – prima per via della macchina senza condizionatore, ora del sole a picco del mezzogiorno – e, credetemi, vorrei tanto che fosse così. Mi sentirei senza dubbio meno amareggiata.
Scribere Aude
PS - e non diciamo "so' ragazzi..." perchè lo siamo stati tutti...
3 commenti:
Sarà il caldo? O il mutamento climatico nel suo insieme?
Ma santo Iddio, con tutti i posti che ci sono!
caspita, almeno fosse stata sera... a me è capitato qualche tempo fa. eravamo tra amici, ne abbiamo accompagnato uno in un parcheggio dove aveva lasciato la sua auto e nella vettura a fianco si stavano dando da fare. ma almeno era notte ed erano all'interno dell'auto. due risate e via.
ma mi chiedo: questi che hai visto tu si sono accorti di te e sono andati avanti come niente fosse, oppure erano troppo presi per notarti????
Certo il posto non è dei migliori, ovviamente non mi sognerei mai di provarlo come contorno di uno sfogo del genere... ma io cerco sempre di guardare al di là ... magari erano amanti e avevano pochissimo tempo a disposizione, magari questa è una storia d'amore tormentata... magari.... forse malgrado tutto è l'amore che ha vinto, almeno quello consensuale, il che con i tempi che corrono non è da poco...
Saluti..
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